Inaugurato il Laboratorio Didattico Multimediale del DICII

42 posti, una postazione per disabili, wi-fi per i partecipanti e una lavagna interattiva: il nuovo Laboratorio Didattico Multimediale inaugurato oggi nel Dipartimento di Ingegneria Civile e Ingegneria Informatica rappresenta un’utilissima opportunità a disposizione del DICII: un posto comodo e tecnologicamente avanzato per quanti parteciperanno ai prossimi seminari scientifici.

“Non per la didattica ordinaria, non per gli esami, ma per i seminari e i workshop scientifici, per gli incontri anche a livello internazionale, utilissimi al confronto tra studiosi e ricercatori. Ora mi aspetto un nutrito calendario di incontri!” ha affermato durante l’inaugurazione il direttore del dipartimento prof. Renato Gavasci.

Il laboratorio, che si trova nell’edificio di Ingegneria Civile, offre postazioni comode con prese elettriche, un sistema di connessione wi-fi, una Smart Board di ultima generazione che può essere utilizzata come touch screen o come computer. Il nuovissimo sistema permette anche di registrare i seminari in audio/video.

La realizzazione del laboratorio è stata possibile grazie all’unione di risorse dell’ateneo, del dipartimento e anche dei singoli docenti.

Al via le iscrizioni per il master “Digitalizzazione BIMbased della filiera delle costruzioni”

È stato pubblicato lo scorso venerdì 19 gennaio il bando per le iscrizioni al master di II livello “Digitalizzazione BIMbased della filiera delle costruzioni”, che si chiuderanno il 16 marzo: una nuovissima opportunità di formazione ad alto livello e all’avanguardia nel campo delle costruzioni, per creare nuove figure professionali.

Secondo il responsabile scientifico del master, prof. Stefania Mornati, “l’utilizzo della metodologia BIM in tutta la gestione di un appalto, dal progetto alla realizzazione, costituisce un’opportunità e un considerevole vantaggio per tutti i protagonisti del mondo delle costruzioni. Anche a valle del nuovo Codice degli Appalti, non è più procrastinabile affrontare in maniera diversa e più efficace le fasi di progettazione e costruzione ma anche quelle di manutenzione, gestione e facility management del patrimonio immobiliare. Il controllo totale di questi strategici passaggi, sia per gli edifici e ancor più per le infrastrutture e gli impianti, è oggi reso possibile dalla conoscenza approfondita e dalla applicazione del Building Information Modeling”.

Ma perché il BIM è così importante? “Il supporto del BIM in ambito architettonico e strutturale non è solo la modellazione tridimensionale – spiega la prof. Mornati – ma consente la condivisione, il dialogo, l’integrazione con colleghi e partner, di tutti i dati del progetto, fisici e funzionali; in fase di manutenzione, poi, la conoscenza dell’intero ciclo di vita di una struttura, possibile con il BIM, garantisce all’operatore di intervenire riducendo il rischio di possibili errori umani, maggiore efficienza, certezza di tempi e costi”.

Con questi obiettivi quindi è nato il master di II livello “Digitalizzazione BIMbased della filiera delle costruzioni”, tra i primi in Italia a uscire sia dai tipici contenuti legati alla filiera edilizia sia dall’ICT per far emergere nuove figure professionali abili e competenti a dialogare tra progettisti, costruttori, gestori di opere immobiliari e le moderne tecnologie.

Chi si diploma sarà fra i pionieri della rivoluzione digitale nell’intera filiera delle costruzioni, riassunta nell’ormai famoso acronimo di Industry 4.0: un settore, questo, in Italia in profonda crisi che deve innovare per sopravvivere. Chi uscirà dal master avrà maturato competenze per essere in grado di vincere gare rilevanti all’estero e per essere nel mercato del lavoro che ha sempre più necessità di assumere specialisti in grado di unire i due mondi: la filiera AEC e quella dell’ICT.

 

Com’è organizzato il master

Il master dura un anno ed è organizzato dal DICII – Dipartimento di Ingegneria Civile e Ingegneria Informatica dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” in collaborazione con Harpaceas®, azienda leader nella proposta di soluzioni informatiche altamente qualificate.

È rivolto ai laureati magistrali delle discipline dell’ingegneria e dell’architettura e agli operatori del settore delle costruzioni che intendano affrontare un percorso formativo finalizzato alla realizzazione integrata di una commessa, impossibile fino ad ora. Costruire un curriculum vitae in cui emerge l’approfondita competenza dei processi BIM significa acquisire capacità altamente specialistiche e particolarmente richieste dalle imprese più qualificate e crearsi migliori opportunità nel mercato nazionale e internazionale delle costruzioni.

Grazie alla sinergia attivata tra alcuni docenti dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” e uno staff d’eccellenza, composto da consulenti internazionali, esperti di project construction management, di ottimizzazione di processi, di formazione, affiancamento ed implementazione di sistemi informatici, garantito da Harpaceas®, il master permetterà di approfondire le tematiche del BIM.

Le attività formative sono articolate in 392 ore di didattica frontale, con applicazioni pratiche, attività seminariali e tirocini in aziende qualificate, affiancati da specialisti del settore.

È prevista la frequenza in aula per un massimo di 25 iscritti.

Principali argomenti saranno:

La rivoluzione digitale

Tecnologie per le informazioni e le comunicazioni

I nuovi ruoli, gestione dei dati, le procedure

Aspetti legali

Applicativi e strumenti Bim

Tecnologie digitali per la progettazione, il rilievo, la gestione

Gestione delle interferenze

Ecco il link per maggiori informazioni, iscrizione e bando. Email: bimbased@ing.uniroma2.it

Segreteria didattica: tel 06 72597027; fax 06 72597030
Per tutte le informazioni di tipo amministrativo, visita il sito della Segreteria Master e Corsi di Perfezionamento
Per le modalità di pagamento delle quote d’iscrizione da parte di Enti Pubblici o Privati, o per le modalità di sponsorizzazione previste, rivolgersi a segreteriamaster@uniroma2.it

 

 

 

 

 

CYBERSECURITY/FURTO D’IDENTITÀ: una app da scaricare sul proprio smartphone

sypcitOra il furto d’identità si previene con una app da scaricare sul proprio smartphone

Il furto d’identità si combatte anche con una APP. È questa una delle attività previste dal progetto Sypcit, cofinanziato dalla Commissione europea, DG Affari Interni, di cui Adiconsum è coordinatore per l’Italia, in collaborazione con l’Università di Roma “Tor Vergata” – Dipartimento di Ingegneria Civile e Ingegneria Informatica, le imprese Expert System e Kaspersky Lab Italia, l’Associazione Consumatori rumena InfoCons e il prezioso supporto della Guardia di Finanza – Nucleo Speciale Frodi Tecnologiche.

Il progetto Sypcit si prefigge di promuovere nuovi modelli e strumenti di lotta e di prevenzione al furto di identità in rete. Cuore del progetto sono due nuovi strumenti: la APP “MP-Shield” e la piattaforma.

La APP è stata progettata per essere di ausilio ai consumatori ed è alla portata di tutti in quanto disponibile gratuitamente su smartphone con sistema Android. Essa permette di navigare in internet avendo più consapevolezza dei possibili rischi. Inoltre, rende la navigazione più sicura, perché dotata di strumenti automatizzati di sorveglianza dello scambio di dati sia in chiaro che in background di cui difficilmente ci rendiamo conto. Il consumatore riceverà un alert nel caso si apra una mail di phishing (in proposito vedere il video tutorial) o si immettano in rete dati personali su siti riconosciuti come non sicuri o classificati come potenzialmente tali dalla piattaforma Sypcit.

La piattaforma Sypcit, invece, è una piattaforma messa a disposizione delle Forze dell’Ordine. Alla base del suo funzionamento vi è un sistema di analisi semantica delle fonti web, in grado di categorizzarle e classificarle secondo una serie di criteri atti a identificarne in modo automatizzato il contenuto e la potenziale pericolosità. Questo permetterà agli investigatori di usufruire di materiale già strutturato e pre-analizzato su cui lavorare in modo mirato e più efficace.

Sul progetto Sypcit, che comprende anche una Campagna di informazione al consumatore con un sito web in tre lingue (www.sypcit.it), materiali e strumenti multimediali di educazione e approfondimento, si terrà una conferenza finale lunedì 5 settembre a Milano.

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TEO Lab di Tor Vergata con ESA Bic Lazio realizzerà il FabSpace italiano

di Sabina Simeone

romaIl progetto Fab Space 2.0 – capofila l’università francese Toulouse III Paul Sabatier – è stato approvato nell’ambito del programma Horizon 2020: 3.5 milioni di euro per creare in 6 paesi europei fab lab innovativi e soprattutto space-oriented.
Guarda cosa fanno i fab lab
Protagoniste sono le università, in particolare gli atenei di Francia, Italia, Belgio, Germania, Polonia, Grecia. Diverranno – ancora di più – centri per l’innovazione. Secondo i partner del progetto, Fab Space 2.0 concentrerà in un’unica area territoriale di ricerca e innovazione anche gli elementi decisivi per un impatto forte dal punto di vista socio-economico e ambientale: l’innovazione guidata dai dati di geo-informazione, in particolare dai dati ottenuti dalle missioni spaziali di Osservazione della Terra.
Le università devono adottare il nuovo ruolo di co-creatori di innovazione nel contesto della Scienza 2.0. Devono realizzare lo scenario futuro in cui gli open data entrano in gioco in un ambiente creativo: lì, gli sviluppatori che provengono dalla società civile, dall’industria e dalla ricerca accademica, gli amministratori pubblici e territoriali possono incontrarsi, lavorare insieme e co-creare nuovi strumenti e nuovi modelli di business.
Ecco quindi il nuovo tipo di fab lab: i FabSpace. Saranno un punto nodale in cui trovare grandi varietà di dati – tra cui i dati ‘spaziali’ – e strumenti free per il processamento dei dati e il software, il tutto per progettare nuove applicazioni. Una vera innovazione realizzata grazie alla conoscenza dei dati. Il legame tra le università, le industrie, la pubblica amministrazione e la società civile sarà rinforzato da iniziative locali ed europee per lo sviluppo di applicazioni. Si prevede che circa 1500 tra studenti e ricercatori europei utilizzeranno i FabSpace.

In Italia protagonisti sono l’incubatore ESA BIC Lazio e il TEO LAB-Tor Vergata Earth Observation Laboratory.
Il laboratorio dell’università di Roma Tor Vergata, con il coordinamento di Fabio Del Frate del DICII – Dipartimento di Ingegneria Civile e Ingegneria Informatica, sarà responsabile della creazione di laboratori reali e virtuali che utilizzeranno le tecnologie web di ultima generazione sia per attività formative che di trasferimento tecnologico nei settori della geoinformazione e dell’Osservazione della Terra, il tutto in stretto collegamento con i progressi della ricerca scientifica.
“Il finanziamento del progetto (356 mila € andranno a Tor Vergata/TEO Lab) – afferma Fabio Del Frate – è motivo di grande soddisfazione perché valorizza le attività della nostra Università e del nostro Dipartimento soprattutto nel settore dell’Osservazione della Terra”. “Al tempo stesso – continua Del Frate – occorrerà il massimo impegno per raggiungere, in collaborazione con le altre organizzazioni, gli obiettivi presentati nella proposta. In particolare, come Università, la capacità di rafforzare significativamente il ruolo di punto di incontro tra formazione, ricerca e trasferimento tecnologico nei settori dell’aerospazio e della geo-informazione, mettendo al centro le nuove generazioni di studenti e le istanze che provengono dalla società civile”.
Il direttore del DICII, prof. Renato Gavasci, si è congratulato con tutto il gruppo di ricerca del TEO Lab, assicurando la presentazione del progetto alla comunità scientifica.

Alcuni link utili
Teo Lab – Tor Vergata Earth Observation Laboratory
Tor Vergata Geoinformation PhD program
ESA BIC Lazio

Il gruppo di Fisica della Materia del DICII verso il superconduttore bidimensionale

di Sabina Simeone @sabinasimeone
superconduttore
Le indagini hanno evidenziato in maniera chiara che la superconduttività è dovuta all’introduzione di atomi di ossigeno in un singolo piano atomico all’interfaccia tra i due ossidi (vedi cerchi bianchi in figura)

Il gruppo di Fisica della Materia del DICII – Dipartimento di Ingegneria Civile e Ingegneria Informatica dell’Università di Roma Tor Vergata realizza un’eterostruttura, un materiale artificiale non esistente in natura, che mostra proprietà superconduttive in pochi strati atomci. Ciò potrebbe consentirne l’applicazione nella nano-elettronica, scienza di nuovissima generazione.

Sotto opportune condizioni, già poche celle di materiale garantiscono che al di sotto di una determinata temperatura (detta tempertura critica) abbia luogo la superconduttività, cioè il trasporto di corrente elettrica senza resistenza: a questo importantissimo risultato, pubblicato sulla prestigiosa rivista Physical Review Letters, sono arrivati gli scienziati di Fisica della Materia del DICII dell’Università di Roma Tor Vergata. Questa nuova eterostruttura, ideata e realizzata dagli scienziati italiani, è stata studiata dettagliatamente con tecniche avanzate di microscopia elettronica presso l’Oak Ridge National Laboratory, in Tennessee, USA. Le indagini hanno evidenziato in maniera chiara che la superconduttività è dovuta all’introduzione di atomi di ossigeno in un singolo piano atomico all’interfaccia tra i due ossidi. E in più è emersa un’altra importante caratteristica: la superconduttività è confinata in un sottile strato (una/due celle unitarie) all’interfaccia tra i due ossidi isolanti. Quindi si può parlare di superconduttività quasi-bidimensionale.

“Lo studio delle proprietà della eterostruttura, composta da un ossido di rame e un ossido di titanio, può contribuire alla comprensione del meccanismo microscopico alla base della superconduttività, il che potrebbe consentire di aumentare la temperatura critica, che nel nostro materiale è attorno ai 40 Kelvin (circa -230 gradi Celsius)” afferma Daniele Di Castro, ricercatore del gruppo di Fisica della Materia del DICII. “Inoltre, essendo la superconduttività confinata in un paio di celle unitarie – e per cella unitaria si intende l’unità minima del reticolo cristallino del materiale -, essa risponde all’esigenza di andare verso materiali superconduttori bi-dimensionali, tali da poter essere utilizzati in dispositivi elettronici avanzati”. E secondo gli studiosi è importante sottolineare il valore della temperatura critica a cui si è arrivati: i 40 Kelvin sono infatti assai più facilmente raggiungibili in laboratorio, rispetto ai pochi decimi di Kelvin a cui di solito si riscontrano le proprietà superconduttive in altre eterostrutture di ossidi.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Physical Review Letters (“High Tc superconductivity at the interface between the CaCuO2 and SrTiO3 insulating oxides”, D. Di Castro, C. Cantoni, F. Ridolfi, C. Aruta, A. Tebano, N. Yang, and G. Balestrino, Phys. Rev. Lett. 115, 147001 (2015)).