Corriere della Sera – ed. Milano (6/06/2017) – Christian, Gaia e Marco: tre dei progetti premiati

A Milano si è concluso il contest lanciato dalle Fondazioni Accenture, Eni e Feltrinelli: 180 le proposte arrivate, dopo le selezioni sono stati individuati 18 vincitori.
Il concorso legato ai temi della sostenibilità lanciati dall’ONU.

Marco: «L’acquario che nutre i pomodori e fa risparmiare acqua»

Cosa c’entrano i pomodori, le trote e le case, popolari o no? Marco Falasca, 26 enne laureato all’Università romana di Tor Vergata (facoltà di ingegneria e tecnica del costruire) ha la risposta che si chiama «Mac». il progetto è centrato sul metodo di coltivazione acquaponico, quello che consente di ridurre in percentuali molto significative il consumo idrico in agricoltura. Falasca insieme a due colleghi ha realizzato un software parametrico per valutare l’installazione del sistema nelle facciate e nei balconi. Più o meno funziona così: si installano sui balconi o al piano garage grandi vasche di pesci ornamentali o commestibili (carpe, trote ma anche gamberi rossi) che con i loro rifiuti fertilizzano le piante di vegetali collegate alla vasca stessa. Queste filtrano e rimandano acqua depurata ai pesci e quindi il circuito si chiude autosostenendosi e senza bisogno di altra acqua. «Possiamo garantire un risparmio fino al 90 per cento», garantisce Falasca che ora potrà fare uno stage alla Mm, la società milanese che gestisce le case popolari del Comune per valutare l’applicabilità del modello. Certo, «serve un partner che ci consenta di avviare un progetto su scala industriale», sottolinea il giovane ingegnere che nel frattempo ha vinto un contest di Confcooperative Roma con lo stesso progetto. L’appello è lanciato.

Marco Falasca, 26 anni, laureato a Tor Vergata alla facoltà di Ingegneria e tecnica del costruire: ha ideato un metodo di coltivazione urbana con poco dispendio di acqua

Trova QUI la notizia

Trova QUI altre info sull’evento YOUTH IN ACTION

CINI Smart Cities University Challenge 2017: ingegneria informatica arrivata in finale

Sono arrivati alla finale. Il team di studenti di Ingegneria Informatica dell’Università di Roma “Tor Vergata” ha partecipato al CINI Smart Cities University Challenge, che da ultimo si è svolta all’Università dell’Aquila, il 23 e 24 aprile, arrivando in finale e presentando la propria soluzione davanti ai partecipanti alla conferenza internazionale ACM/SPEC ICPE 2017 .

Durante la finale, che si è tenuta a L’Aquila nei giorni 23 e 24 aprile, venti studenti provenienti dalle sei università partecipanti alla fase finale hanno dato vita ad un hackaton per l’intera giornata del 23 aprile, al fine di realizzare un sistema integrato, partendo dai sistemi realizzati da ciascun team nelle precedenti fasi della challenge. Il sistema, la cui realizzazione è stata ispirata da una traccia fornita dagli organizzatori, ha riguardato la gestione intelligente di una città italiana in occasione di un evento di interesse nazionale, come la Festa della Repubblica a Roma.

Durante l’evento, i servizi di Smart City hanno avuto il compito di ottimizzare la logistica, gestendo in modo efficiente i mezzi di trasporti pubblici e distribuendo i posti di parcheggio tra gli automobilisti in arrivo nella città. Inoltre, per controllare i flussi di persone, la città è stata suddivisa in zone con diversi livelli di accesso, così da distribuire in modo omogeneo le persone nelle diverse zone di interesse. Per lo svolgimento dei festeggiamenti in modo sostenibile e environment friendly, la Smart City impiega un servizio di ottimizzazione dei consumi energetici legati all’illuminazione cittadina ed un servizio di smaltimento efficiente dei rifiuti.

Una città si definisce intelligente, smart, quando è in grado di sfruttare a proprio vantaggio la grande quantità di dati prodotti ogni giorno all’interno del suo territorio, per ampliare i servizi e migliorare la qualità della vita dei propri cittadini. Le possibilità di sviluppo di nuovi servizi nel contesto delle smart city sono innumerevoli. Ad esempio, le esigenze collettive dei cittadini potrebbero regolare in modo automatico gli orari di apertura delle librerie, differenziare le frequenze dei trasporti pubblici per zone ed eventi di interesse, ottimizzare i consumi di energia elettrica favorendo l’utilizzo delle energie rinnovabili, o individuare le violazioni di proprietà e dei regolamenti.

Per concretizzare l’idea di smart city attraverso le esigenze dei giovani cittadini informatici, l’Università dell’Aquila in collaborazione con il laboratorio nazionale Smart City and Communities del CINI (Consorzio InterUniversitario Nazionale per l’Informatica) ha organizzato quest’anno la prima edizione della competizione nazionale CINI Smart Cities University Challenge tra le diverse università italiane afferenti al laboratorio CINI.
La competizione si è sviluppata in più fasi, ha avuto inizio ad ottobre 2016 e si è conclusa il 24 aprile 2017 all’Aquila, in concomitanza con la conferenza ACM/SPEC ICPE 2017 .
Durante la prima fase, i docenti di alcune università del laboratorio Smart City hanno definito un progetto su uno dei temi individuati dall’organizzazione (mobilità, trasporti, illuminazione pubblica, gestione rifiuti, gestione parcheggi, …) e hanno avviato una hackaton locale per selezionare il gruppo da portare alla sfida nazionale.

Qui a “Tor Vergata”, la sfida locale è stata proposta dalla prof.ssa Valeria Cardellini e dal prof. Francesco Lo Presti, con la collaborazione dell’Ing. Matteo Nardelli, come progetto del corso di Sistemi Distribuiti e Cloud Computing della Laurea Magistrale in Ingegneria Informatica. Il progetto proposto verteva sulla realizzazione di un sistema di monitoraggio e controllo dell’illuminazione pubblica, con l’obiettivo di ottimizzare il consumo energetico.

La sfida locale ha avuto inizio a gennaio e, nonostante i tempi ristretti, diversi studenti hanno partecipato con entusiasmo alla competizione. Tra questi si sono distinti i tre gruppi composti dagli studenti: Matteo Adriani, Davide Magnanimi, Mattia Ponza e Fabiana Rossi; Ovidiu Daniel Barba, Laura Trivelloni e Emanuele Vannacci; Alessio Moretti e Federico Vagnoni.

Mentre era ancora in corso la sfida locale, l’Università di Roma “Tor Vergata” si è dovuta confrontare il 20 marzo con le altre università nella prima fase di valutazione della competizione CINI. Il nostro ateneo ha presentato una soluzione concettuale che, sebbene valida, ha pagato il confronto con soluzioni già finalizzate che sono state presentate da altre università in gara. Grazie al gioco di squadra da parte degli studenti di Ingegneria Informatica, l’Università di Roma “Tor Vergata” è passata alle fasi finali del CINI Smart City University Challenge 2017, insieme alle squadre delle università dell’Aquila, Milano-Bicocca, Sannio, Parma e Ca’ Foscari di Venezia.

“Il team di Tor Vergata ha integrato la propria soluzione con quelle proposte da altre università – commenta la prof Valeria Cardellini – controllando l’illuminazione pubblica cittadina, l’illuminazione delle aree di parcheggio e delle banchine d’attesa dei mezzi pubblici. I nostri ragazzi non si sono lasciati intimorire dallo svantaggio iniziale ed hanno condotto in modo superlativo le fasi di integrazione della soluzione, ricevendo il punteggio migliore nella seconda e terza fase del challenge ed una menzione di merito da parte degli organizzatori del challenge. Durante la mattina del 24 aprile, i rappresentanti dei sei team hanno presentato in inglese i singoli sistemi realizzati e il sistema integrato ad una platea di più di cento ricercatori in una sessione plenaria della conferenza internazionale ICPE. A seguito delle votazioni finali, la challenge è stata vinta a pari merito dall’Università Bicocca di Milano e dall’Università del Sannio. Per il nostro team è stata un’esperienza davvero stimolante e formativa!”.

I docenti hanno proposto il progetto sul controllo e monitoraggio dell’illuminazione pubblica agli studenti del corso di Sistemi Distribuiti e Cloud Computing e tra i 4 gruppi di studenti che hanno accettato di partecipare al termine della fase locale ne è stato selezionato uno per partecipare alla fase finale a L’Aquila, costituito dagli studenti Adriani, Magnanimi, Ponza e Rossi.

Come funziona il sistema di monitoraggio dell’illuminazione pubblica
Il sistema di monitoraggio dell’illuminazione pubblica sviluppato dal team è in grado di rilevare in tempo reale lo stato di funzionamento dei lampioni, notificando la presenza di lampade guaste o prossime all’esaurimento. Inoltre il sistema è in grado di monitorare il consumo medio dei lampioni, aggregandone statistiche su base temporale (ad esempio, il consumo nelle ultime 24 ore) e spaziale (il consumo di una specifica strada o area urbana). I risultati ottenuti dal sistema di monitoraggio vengono presentati su una dashboard, dove è possibile individuare la percentuale di strade di una città con consumo maggiore rispetto al consumo medio dell’intera città. Per quanto riguarda il controllo dell’illuminazione pubblica, il sistema è in grado di adattare in tempo reale l’intensità luminosa dei lampioni di una città sulla base dell’intensità della luce naturale, degli indici di consumo energetico e del tasso di congestionamento dell’area da illuminare (secondo il livello di traffico o il grado di occupazione di un parcheggio).

I giudici della competizione sono stati i referenti delle Università che hanno partecipato con i loro team:
Università degli Studi dell’Aquila (responsabili: Daniele Di Pompeo e Henry Muccini)
Università di Milano Bicocca (responsabili:Leonardo Mariani e Daniela Micucci)
Università di Parma (responsabili: Francesco  Zanichelli e Michele  Amoretti)
Università di Roma Tor Vergata (responsabili: Francesco Lo Presti e Valeria Cardellini)
Università degli Studi del Sannio (responsabili: Eugenio Zimeo)
Università Ca’ Foscari, Venezia (responsabili: Claudio  Silvestri e Agostino  Cortesi)
Inoltre nella fase finale anche gli studenti partecipanti delle diverse sedi hanno espresso un voto.

Ulteriori dettagli e foto sono disponibili su:
– FB: https://www.facebook.com/events/1407383192646989/ (foto, video, e slide)
– YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=XHNSWy9iIBk&t=30s (discussione informale del 23 Aprile)
– SlideShare: https://www.slideshare.net/henry.muccini/cini-smart-city-university-challenge  (slide finali)

La Scuderia Tor Vergata è il team ufficiale di Formula SAE dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”

 

Lorenzo Pescosolido, studente di Ingegneria meccanica e teamleader di Scuderia Tor Vergata/Official Formula SAE Team, illustra l’esperienza importante di far parte della Scuderia Tor Vergata, il cui lavoro straordinario è così coinvogente da attirare l’attenzione di tutta la popolazione studentesca ogni volta che la monoposto “esce dai box”…

 

La Formula SAE, o Formula Student, organizzata dalla  Society of Automotive Engineers – SAE International – a partire dal 1981, è una competizione internazionale di design ingegneristico, aperta ai soli studenti universitari.

In genere ad ogni evento partecipano circa 100 team, divisi nelle classi combustion (dedicata ai veicoli con motore a combustione interna) ed electric (aperta invece ai prototipi elettrici).
In questa competizione il team deve progettare, realizzare e testare in pista un prototipo di autovettura a ruote scoperte, che abbia elevate performance in termini di accelerazione, tenuta laterale e maneggevolezza e che abbia buoni margini di profitto per l’eventuale azienda che voglia metterlo in produzione.

La Formula SAE ha una formula molto libera, gli unici vincoli a livello progettuale sono:

⇒la cilindrata massima (710 cc),
⇒il diametro massimo del condotto di aspirazione (dai 19 ai 20 mm, in base al tipo di carburante),
⇒il tipo di carburante da utilizzare (RON 98 o E85, una miscela di etanolo per i veicoli a combustione),
⇒il passo minimo della vettura (1525 mm),
⇒l’escursione minima degli ammortizzatori (52 mm),
⇒le dimensioni dell’abitacolo (deve poter ospitare il 95 percentile della popolazione mondiale, nonché sono assengate le dimensioni minime dello stesso),
⇒le dimensioni minime dei tubi del telaio (o dei pannelli in carbonio per i telai monoscocca in composito) e una serie di norme per garantire la massima sicurezza del pilota.

L’evento di Formula SAE si svolge ogni anno in un posto diverso, dura generalmente 4 giorni ed è diviso in una serie di prove, che vogliono valutare la validità complessiva del progetto. La scuderia ha sempre partecipato all’evento italiano e per tre volte all’evento tedesco (abbiamo saltato solo il 2015). In genere viene portata all’evento una squadra che va dai 25 ai 30 team members, scelti in base alla dedizione e all’impegno mostrati durante l’anno.

Come funziona:

Le prove si dividono in statiche e dinamiche. Le prove statiche sono: Cost & Manufacturing Analysis, Engineering Design Presentation e Business Presentation. Quelle dinamiche: Acceleration, Skid-Pad, Autocross, Endurance/Efficiency. Si accede alle dinamiche dopo aver passato le ispezioni tecniche iniziali.

Per ogni prova viene assegnato un punteggio ai vari team e viene stilata una classifica; la classifica generale dell’evento viene stilata considerando, per ogni team, la somma dei punteggi delle varie prove; il team con il punteggio più elevato vince l’evento; il punteggio massimo che può essere realizzato è di 1000 punti.

Ogni evento viene valutato indipendentemente l’uno dall’altro e a fine anno viene stilata una classifica di ranking mondiale basata sui punteggi ottenuti dai team negli eventi fatti negli ultimi tre anni.

La Scuderia Tor Vergata, dunque, partecipa agli eventi di Formula SAE per l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”.
Il team è composto da circa 40 persone. Per farne parte è necessario presentare la propria candidatura. Dopo un test iniziale, basato sostanzialmente su basilari conoscenze ingegneristiche e sul regolamento della competizione e utile per valutare la preparazione, si affronta un colloquio con la dirigenza del team, in modo da individuare il reparto in cui poter iniziare a lavorare. I piloti vengono selezionati attraverso una serie di test teorici e pratici al fine di valutare la preparazione e la dimestichezza con la guida di monoposto da competizione. Ogni membro del team, piloti inclusi, viene costantemente valutato in merito all’impengo e alla dedizione mostrata durante l’anno.

Gli studenti e le studentesse che fanno parte del team saranno in futuro affiliati all’associazione senza scopo di lucro, STV-Scuderia Tor Vergata, che ha sede legale nel dipartimento di Ingegneria Industriale e ha come scopo la partecipazione dei ragazzi (e delle ragazze!) alla Formula Student come team dell’Università di Roma “Tor Vergata”. Il fatto che si sia formata un’associazione agevola la gestione delle donazioni da parte di aziende che vogliono supportarci. Gli sponsor possono collaborare sia a livello economico, tramite donazioni o scontistiche sugli  acquisti, nonché tramite supporto tecnico, sia in termini di consulenza, che di prodotti e servizi veri e propri. L’ateneo contribuisce con fondi e concedendoci i locali in cui progettiamo e lavoriamo alla realizzazione del prototipo.

Partecipare alla Scuderia Tor Vergata è un’occasione per poter mettere in pratica tutte le nozioni apprese durante il corso di studi per imparare a lavorare in gruppo rispettando scadenze improrogabili e a confrontarsi con persone provenienti da vari campi di studio.

 

Visita il sito web di Scuderia Tor Vergata

 

 

FabSpace a IngegneriaTorVergata. Nuove idee grazie all’Osservazione della Terra

 

FABSPACE 2.0

Università degli studi di Roma ”Tor Vergata”
Macroarea di Ingegneria
via del Politecnico 1
ROMA

 

 

ORARI E CONTATTI

lun-ven. 10-18
solo il primo sabato del mese 10-14

ph +39 06 72597707
email info@fabspace.uniroma2.it

 

Nuove soluzioni e nuove applicazioni basate sui dati satellitari dell’Osservazione della Terra e sulle tecnologie geo-spaziali, grazie a un ambiente collaborativo e aperto all’innovazione.

FabSpace 2.0 è il network di innovazione legato ai geo-dati e ai dati spaziali che coinvolge le università 2.0. Finanziato da Horizon 2020, il progetto FabSpace 2.0 mira ad avviare una serie di centri cooperanti – i FabSpace – aperti al pubblico e dedicati allo sviluppo di servizi innovativi, nelle università europee e negli incubatori BIC dell’Agenzia Spaziale Europea. Sono infatti sei i paesi (Francia, Italia, Germania, Belgio, Polonia e Grecia) dove i FabSpace sono aperti per accogliere studenti, ricercatori, imprenditori, compagnie pubbliche e private.

 

di seguito tutti gli aggiornamenti

 


19/05/2017

Al via la Local Challenge del progetto FabSpace 2.0 “Improve the planning, operation and maintenance of transport infrastructures”. Hai tempo fino al 30 giugno 2017

Come migliorare la manutenzione e il monitoraggio di strade, ponti e infrastrutture legate al trasporto in Italia, grazie a soluzioni innovative che utilizzino dati satellitari?

È questo l’obiettivo della Local Challenge del progetto FabSpace 2.0 che si rivolge a ricercatori, studenti, sviluppatori, data scientist e startup.
Questa è la Challenge del FabSpace italiano lanciata dall’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” e da BIC Lazio.
Scopri di più consultando il testo della Challenge.

Non perdere l’occasione! Cogli l’opportunità di avvicinarti al mondo Earth Observation tramite il FabSpace che ti guiderà attraverso dati e tool di processamento open e gratuti. E grazie all’incubatore ESA BIC Lazio potrai creare la tua nuova startup digitale innovativa nell’ambito della Space Economy.

Hai tempo per partecipare fino al 30 giugno 2017 inviando la documentazione prevista all’indirizzo: info@fabspace.uniroma2.it

Per maggiori informazioni scrivi a: info@fabspace.uniroma2.it  e fabspace@biclazio.it


3/05/2017

FabSpace OPEN DAY 9/03: su YouTube gli interventi della giornata.

E le presentazioni scaricabili.

Il FabSpace Open Day è stato il primo appuntamento a Ingegneria Tor Vergata che ha illustrato come i dati acquisiti dai satelliti possano essere di ausilio nell’ambito di importanti attività: la protezione del territorio e dell’ambiente, la manutenzione e la progettazione delle infrastrutture, la gestione delle pratiche agricole, ad esempio, possono senza dubbio migliorare tramite l’accesso ai dati satellitari o alle informazioni geo-referenziate già disponibili nel mondo degli open-data.

Ecco quindi sul canale YouTube dell’università di Roma “Tor Vergata” gli interventi nella giornata di esperti appartenenti ai vari enti di ricerca nazionali e la presenza dell’Agenzia Spaziale Europea – ESA e dell’Agenzia Spaziale Italiana – ASI. https://www.youtube.com/playlist?list=PLY2nDzrc942RDcmsIYTdIViJD4E8B7Gsz

In più l’intervista a Ursula Liliam Castillo Guevara, Secretary of General Assembly Committees del World Federation of United Nations Assocations, che ha partecipato all’evento.

Questo il programma della giornata con le presentazioni scaricabili

Saluti istituzionali

Maurizio Talamo (prorettore alla terza missione)
Giovanni Schiavon (Coordinatore della Macroarea di Ingegneria)

Il progetto Fabspace 2.0

Fabio Del Frate (Università di Roma”Tor Vergata”) http://160.80.86.93//public/PDF_macro/2-5-2017/Del_Frate.pdf
Roberto Giuliani (BIC Lazio) http://160.80.86.93//public/PDF_macro/2-5-2017/Giuliani.pdf

I dati e le infrastrutture

Pierre Philippe Mathieu (ESA) http://160.80.86.93//public/PDF_macro/2-5-2017/Mathieu.pdf
Walter Piperno (ASI) http://160.80.86.93//public/PDF_macro/2-5-2017/Piperno.pdf

Le possibili applicazioni

Salvatore Stramondo (INGV) http://160.80.86.93//public/PDF_macro/2-5-2017/Stramondo.pdf
Mattia Crespi (Sapienza Università di Roma) http://160.80.86.93//public/PDF_macro/2-5-2017/Crespi.pdf
Stefano Dietrich (CNR) http://160.80.86.93//public/PDF_macro/2-5-2017/Dietrich.pdf


28/04/2017

FabSpace 2.0 a SPACE APPS CHALLENGE 2017

Il 29 e il 30 aprile prossimi prende il via Space Apps Challenge 2017, una competizione che vede coinvolti team di 170 città che si sfideranno simultaneamente sulle challenge lanciate dalla National Aeronautics and Space Administration (Nasa) per creare soluzioni open source legate al miglioramento della vita sulla terra (https://2017.spaceappschallenge.org/challenges).

L’iniziativa – un hackathon aperto a scienziati, studenti, designer, storyteller, maker, esperti in nuove tecnologie e a tutti coloro che sono interessati allo spazio e a tutte le ricadute che le ricerche in ambito spaziale possono avere sulla vita sulla terra – promossa dalla Nasa, si terrà anche a Roma, dove è organizzata dall’Agenzia Spaziale Europea (Esa) e dall’Ambasciata degli Stati Uniti d’America, in collaborazione con l’Università La Sapienza di Roma. Space Apps Challenge è sponsorizzata dall’Agenzia Spaziale Italiana (Asi), da Bic Lazio, CloudSigma, Orange Business Services e Logica Informatica.

Nel corso della manifestazione verrà illustrato dai responsabili di Bic Lazio FabSpace 2.0, progetto finanziato dal programma europeo Horizon 2020 (partner italiani sono Bic Lazio e Università degli Studi di Roma Tor Vergata) il cui obiettivo è quello di creare startup innovative e nuove opportunità di business tramite l’accesso a dati satellitari e informazioni geo-referenziate.

Space Apps Challenge si terrà a Roma, presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università La Sapienza (Via Eudossiana 18).

Fonte Regione.Lazio.it 


21/04/2017

2/05 – Visita alla sede italiana dell’ESA – Agenzia Spaziale Europea

Abbiamo organizzato una visita all’Agenzia Spaziale Europea, sede di Frascati, programmata per il giorno 2 maggio. La visita inizierà alle 10:00 e durerà circa tre ore. Gli interessati sono pregati di inviare un’email di adesione al prof. Fabio Del Frate (fabio.del.frate@uniroma2.it).


13/04/2017

Avviso x i FabSpace fan: il FabSpace a Ingegneria #torvergata rimarrà chiuso dal 14 al 18 aprile #EasterWeekend!


7/04/2017

Al via la prima “European Challenge for FabSpacers” del 2017 del progetto FabSpace2.0. Hai tempo fino al 25 aprile 2017

Al via la prima “European Challenge for FabSpacers” del 2017 del progetto FabSpace2.0!

La challenge si rivolge a ricercatori, studenti ed imprenditori interessati a supportare quelle organizzazioni pubbliche, private e ONG che intendono stimare il livello demografico in alcune zone dell’Africa, utilizzando i dati di Osservazione della Terra (in particolare i dati satellitari provenienti da Sentinel-2).

“European Challenge for FabSpacers” si terrà in ciascuno dei FabSpace europei.

I vincitori dei FabSpace locali potranno presentare i loro lavori al CLEF 2017, che si terrà a Dublino dall’11 al 14 settembre 2017 ! In palio anche un periodo di Bootcamp, per valutare possibili sviluppi imprenditoriali della tua soluzione!

Consulta la Documentazione della Challenge.

Hai tempo per partecipare fino al 25 aprile 2017, ma le registrazioni su http://clef2017-labs-registration.dei.unipd.it/registrationForm.php  resteranno aperte fino al 21 aprile 2017.

Affrettati!

Per maggiori informazioni scrivi a : info@fabspace.uniroma2.it  e fabspace@biclazio.it

 


24/03/2017

FABSPACE 2.0 Open Day:BIC Lazio avvia il centro di incubazione per lo sviluppo di applicazioni che utilizzano dati satellitari ed Open Geodata

Martedì 28 marzo, ore 10.00

Spazio Attivo Roma Tecnopolo

Via Giacomo Peroni 442-444

Un laboratorio per l’accesso gratuito a dati satellitari e ad informazioni geo-referenziate, con l’assistenza di tutor e di personale specializzato: il 28 marzo BIC Lazio organizza un Open Day su FabSpace 2.0, un progetto finanziato dal programma europeo Horizon 2020, che ha come partner italiani BIC Lazio e l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata.

Quindici i partner internazionali dell’iniziativa (provenienti da sei Paesi europei: Belgio, Francia, Germania, Grecia, Italia e Polonia): EBN (European Business Network), alcuni BIC europei che fanno parte della rete ESA BIC e le università. L’obiettivo è creare una network europeo di centri di competenza che supportino l’innovazione basata sulla geoinformazione.

All’interno dello Spazio Attivo Roma Tecnopolo di BIC Lazio sarà avviato un centro di incubazione che collaborerà con il polo sulla geoinformazione dell’Università di Tor Vergata, con l’obiettivo di attirare nuovi attori nel mondo dell’Earth Observation (EO) e favorire lo sviluppo di una nuova generazione di imprese e startup digitali EO-driven.

Lo sviluppo diffuso dell’open source e dell’open collaboration si inseriscono nel concetto tipico (“Do It Yourself”) di strutture quali i FabLab, posti di incontro unici per stimolare la creatività, raccogliere le sfide della social innovation e creare nuovi servizi e modelli di business. In parallelo, un grande cambiamento è in corso nel campo delle applicazioni di dati geospaziali via satellite, con particolare riferimento al programma europeo Copernicus. Le imprese europee possono ora, e potranno ancora di più in futuro, usufruire dell’aumento di flussi regolari di dati (gratuiti o a minor costo) per sviluppare una vasta gamma di servizi e applicazioni in mercati non spaziali.

Nel corso dell’incontro interverranno non solo l’Agenzia Spaziale Europea, l’Agenzia Spaziale Italiana e la società e-GEOS – che collaborano all’iniziativa – ma anche startup, spin-off ed imprese dell’ecosistema regionale e nazionale. Uno degli obiettivi più importanti della giornata è infatti presentare alcune applicazioni basate sull’uso dei dati di Osservazione della Terra, realizzate con successo da imprese assistite da BIC Lazio:

Urby et Orbit, una startup innovativa attiva nell’ambito dei servizi per l’Urban Management System. Il loro obiettivo è quello di valorizzare, con il supporto dell’osservazione, il patrimonio informativo delle Pubbliche Amministrazioni Locali, abilitare controlli incrociati al fine del recupero dell’evasione tributaria e dell’abusivismo edilizio. La piattaforma è basata su tecnologie di data mining e sull’utilizzo di immagini satellitari, come quelle disponibili attraverso il programma europeo Copernicus per l’osservazione della Terra.

Neptune, una startup innovativa che ha realizzato un sistema di rilevamento satellitare di perdite d’acqua occulte della rete di distribuzione degli acquedotti denominato NE.P.T.UN.E. Water Leaks Sat (Satellite NEtwork Project To UNcover Extended Water Leaks). L’obiettivo è rintracciare le dispersioni idriche non visibili dal terreno. I benefici sono legati alla notevole riduzione di dispersione di acqua potabile nell’ambiente, all’ottimizzazione dei costi, all’aumento di efficacia degli interventi di manutenzione ed all’aumento della sicurezza del territorio.

Terrasystem, una società nata dall’idea di alcuni dottorati e giovani ricercatori dell’Università della Tuscia di Viterbo e del CNR IBIMET di Firenze. Diventata spin-off dell’Università degli Studi della Tuscia di Viterbo, l’azienda con la supervisione del DIBAF dell’Università degli Studi della Tuscia di Viterbo, ha realizzato con cadenza annuale la mappatura delle coltivazioni di pomodoro del centro e sud Italia per conto di ANICAV. Con ToMAP sono state stimate e mappate le superfici comprese nelle zone rilevanti per la produzione di pomodoro da industria per una superficie complessiva di circa 15.000 km2. La mappatura è realizzata tramite un processo integrato di classificazione a partire da diversi tipi di dati satellitari multispettrali, alcuni dei quali acquisiti on-demand e, sulle aree di maggiore produzione, con dati aerei ASPIS. A partire dal 2016, è stata messa a punto e applicata una nuova metodologia di elaborazione basata sul nuovo satellite multispettrale Sentinel 2 dell’ESA.

GEO-K è il primo spin-off dell’Università di Roma Tor Vergata. La mission dell’azienda è quella di ricercare e sviluppare servizi e prodotti a valore aggiunto nel campo dell’elaborazione delle immagini e del telerilevamento basato sulle micronde, ottico e iperspettrale. L’uso dei sistemi progettati da GEO-K ha già trovato diversi riscontri in applicazioni di monitoraggio ambientale quali quelle relative al controllo dell’attività edilizia, alla mappatura di aree percorse da incendi boschivi, all’inquinamento atmosferico. GEO-K ha partecipato e partecipa a diversi progetti finanziati da ESA, ASI, EUMETSAT e, ultimamente, dalla Comunità Europea nell’ambito del programma Horizon 2020. Dal 2012 ha anche attivato una serie di contratti di consulenza tecnica verso il Centro Nazionale di Meteorologia e Climatologia Aeronautica (CNMCA). È inoltre partner di Selex ES nella progettazione dello strumento Lightning Imager che verrà sviluppato nell’ambito del programma MTG (Meteosat Third Generation).

Le persone interessate ai servizi offerti nel FabSpace possono rivolgersi a BIC Lazio (Incubatore ESA BIC Lazio – Spazio Attivo Roma Tecnopolo) dal lunedì al venerdì dalle ore 8.30 alle 17.00 ed ai laboratori presenti presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, per fissare un appuntamento dal lunedì al venerdì, dalle ore 9.00 alle ore 17.00 ed il primo sabato del mese dalle ore 10.00 alle ore 14.00.

 


22/02/2017

FabSpace OPEN DAY 9/03

Il prossimo 9 marzo dalle ore 10 a Ingegneria Tor Vergata – aula LEONARDO, Edificio della Didattica – il FabSpace dell’Università di Roma “Tor Vergata” dà il benvenuto a chiunque sia interessato alle opportunità di business e innovazione che derivano dall’osservazione della Terra e dai dati spaziali. Un appuntamento che illustrerà come i dati acquisiti dai satelliti possano essere di ausilio nell’ambito di importanti attività: la protezione del territorio e dell’ambiente, la manutenzione e la progettazione delle infrastrutture, la gestione delle pratiche agricole, ad esempio, possono senza dubbio migliorare tramite l’accesso ai dati satellitari o alle informazioni geo-referenziate già disponibili nel mondo degli open-data.

Per illustrare le possibilità applicative di questi dati in diversi settori la giornata vedrà gli interventi di esperti appartenenti a vari enti di ricerca nazionali e la presenza dell’Agenzia Spaziale Europea – ESA e dell’Agenzia Spaziale Italiana – ASI.

Registrati per partecipare! https://goo.gl/sV9u11

Il responsabile italiano del progetto FabSpace 2.0 prof. Fabio Del Frate, del Dipartimento di Ingegneria Civile e Ingegneria Informatica dell’Università di Roma “ Tor Vergata”, sottolinea che: “In un’era in cui le nuove piattaforme spaziali ci inviano costantemente un’enorme quantità di informazioni, Il Fabspace aspira a diventare un luogo fisico dove, sulla base di solide competenze tecnico-scientifiche, si possa concepire una nuova generazione di servizi basati sui dati satellitari, o anche su altri dati geografici. L’obiettivo è che la realizzazione e l’offerta di questi servizi avvenga attraverso la nascita di giovani realtà imprenditoriali, in grado di innovare i processi produttivi e decisionali in diversi settori strategici quali l’agroalimentare, i trasporti e le infrastrutture, la gestione del territorio e delle aree urbane. Per confrontarsi con le sollecitazioni e le domande generate da chi opera in questi settori, studenti, ricercatori, nuovi imprenditori, professionisti, potranno rivolgersi al Fabspace come a uno sportello e a uno spazio creativo dotato degli strumenti di supporto più adeguati per l’uso corretto dei dati e per il trasferimento tecnologico”.

Si tratta in definitiva del primo FabSpace in Italia, costruito sul modello di FabLab. Il suo scopo è quello di correlare “big data”, “cloud computing” e “open data” (provenienti anche dalle autorità locali) per trasformare le sfide della “social innovation”, in nuovi strumenti e modelli di business, anche grazie al supporto dell’Incubatore ESA BIC di BIC Lazio.

Proprio per questo motivo BIC Lazio, partner del progetto europeo insieme all’Università di Roma Tor Vergata, organizzerà a fine marzo un Open Day all’interno del proprio Incubatore ESA BIC al Tecnopolo Tiburtino, rivolto alla comunità di enti, startup e imprese digitali, finalizzato a mostrare casi di mercato che prevedano l’utilizzo dei dati satellitari di Osservazione della Terra per la messa a punto di servizi commerciali innovativi.

È possibile contattare lo staff del FabSpace di Ingegneria Tor Vergata a info@fabspace.uniroma2.it per poter accedere gratuitamente al servizio. Sarà fornito supporto agli utenti nell’utilizzo dell’hardware e del software messo a disposizione nelle postazioni del FabSpace. Lo staff del FabSpace è a disposizione per aiutare a capire come i dati spaziali e di Osservazione della Terra possono essere utilizzati per cercare di risolvere le sfide di ogni giorno!


20/02/2017

Apre FabSpace!

 

È  aperto il primo FabSpace in Italia, luogo che come i Fab Lab accoglie il pubblico e permette di sviluppare nuovi progetti legati ai dati di Osservazione della Terra e alle tecnologie geo-spaziali. Uno spazio dedicato all’innovazione e a chiunque sia interessato alle opportunità di business e innovazione che derivano dall’osservazione della Terra e dai dati spaziali.

Vieni a visitare FabSPace a IngegneriaTorVergata: incontrerai i manager di FabSpace a tua disposizione!

FabSpace
Via del Politecnico, 1
00133 Roma

 

ORARI E CONTATTI

lun-ven. 10-18
solo il primo sabato del mese 10-14

ph +39 06 72597707
email info@fabspace.uniroma2.it