Prof. Italiano nominato EATCS Fellow 2016

pinoNomina del professor Giuseppe F. Italiano a Fellow della EATCS – European Association for Theoretical Computer Science.

Gli EATCS Fellow sono nominati dalla comunità scientifica per contributi eccezionali nelle discipline dell’Informatica Teorica. In particolare, la nomina del prof. Italiano è stata motivata per “fundamental contributions to the design and analysis of algorithms for solving theoretical and applied problems in graphs and massive data sets, and for his role in establishing the field of algorithm engineering”.

La EATCS, fondata nel 1972, è una importante organizzazione scientifica internazionale degli scienziati di Informatica Teorica.

 

 

Standard Montaggio Organizzazione. Le Corbusier e gli studi per “Ma maison” e per una residenza presso Chicago

RASSEGNA STAMPA 28-29 gennaio 2016 – LA REPUBBLICA; TROVAROMA; CORRIERE DELLA SERA; web

_DSC1078_LGli schizzi per “Ma maison” (1929) e per i “Plans pour la résidence du président d’un collège près de Chicago” (1935) sono pubblicati nel terzo volume (1934-1938) dell’Oeuvre complète corbusieriana, nelle pagine dedicate alle Petites maisons. I disegni sono il tramite tra due architetture costruite, la “maison de week-end” alla periferia di Parigi e la “maison aux Mathes”, entrambe realizzate nel 1935 con tecniche e materiali prevalentemente tradizionali, mentre le due case schizzate sembrano fare riferimento a quella estetica della levigatezza che aveva caratterizzato quasi tutta la precedente produzione di Le Corbusier. Tuttavia, e questa può essere la ragione della loro pubblicazione nell’Oeuvre complète, le due case schizzate dimostrano come le due realizzate corrispondano, al di là della apparente diversità di linguaggio, ad eguali principi: lo standard, in modo più dichiarato, ma anche il montaggio quale mezzo per comporre l’architettura e la conseguente organizzazione della sua costruzione. La mostra si sofferma su questa prevalente attenzione ai significati del progetto, prima ancora di contribuire a colmare l’assenza di studi specifici su  “Ma maison” e sui “Plans pour la résidence du président d’un collège près de Chicago”. Standard, montaggio e organizzazione non sono infatti altro, per Le Corbusier, che aspetti di uno stesso modo del procedere del progetto di architettura e di intendere la costruzione degli spazi di vita che dal progetto deriva. La specializzazione delle tecniche, e delle tecniche del progetto in particolare, non è ancora contrapposizione in Le Corbusier, la loro qualificazione non ha ancora relegato la funzione dell’architetto al compito di gestire le conflittualità ingovernabili che separano oggi architettura e mondo della vita. Lo studio sulle due case contribuisce dunque a spiegare una distanza apparentemente incolmabile e quanto mai attuale, ed è per tale ragione che esso è stato condotto come esperienza didattica nel laboratorio di Composizione architettonica tenuto da Francesco Taormina presso l’Università di Roma Tor Vergata, prima di farsi meditata e finalizzata ricerca. La ricerca, svolta con un gruppo di laureandi, ha inteso restituire il senso degli schizzi come parte di processi incompiuti, facendo ricorso a plastici che permettono una maggiore fedeltà rispetto alle propensioni progettuali, alla varietà delle soluzioni appena indagate da Le Corbusier, a una inc_DSC1108_Lertezza che non può cedere alle forzature e alle distorsioni della precisione di una trascrizione disegnata. L’esposizione di questi plastici ne anticipa la già concordata donazione, da parte dell’Università di Roma Tor Vergata, alla Fondation Le Corbusier di Parigi, perché possa disporre di questo materiale del tutto inedito per le proprie iniziative internazionali. L’esposizione è inoltre completata dalle copie restanti dei disegni forniti nel 1987 dalla Fondation per la mostra “La casa di Le Corbusier” di Palazzo Braschi, a Roma, e oggi conservati presso il DICII_ Dipartimento di Ingegneria Civile e Ingegneria Infor_DSC1095_Lmatica della stessa Università di Roma Tor Vergata: avvicinati anche dal tema abitativo, allora come oggi il compito di questi disegni è quello di indicare ai visitatori l’importanza della qualità grafica quale espressione del pensiero architettonico. (Fonte Accademia Nazionale di San Luca)

Realizzazione plastici: Alessandro Gramiccia, Enrico Martini, Alessandro Masi (studenti del Corso di Laurea in Ingegneria Edile-Architettura)

 

La mostra è stata inaugurata lo scorso 28 gennaio.
Ecco l’intervento del prof Francesco Taormina.

 

Rimarrà aperta fino al 27 febbraio 2016, dal lunedì al sabato, dalle ore 10 alle 19, nella Galleria Accademica di Palazzo Carpegna.
Accademia Nazionale di San Luca Piazza dell’Accademia di San Luca 77, 00187 Roma
http://www.accademiasanluca.eu/
Esiste la possibilità di visitare la mostra, accompagnati dal curatore, prof. Taormina.
Visite guidate: 24 febbraio, la prima alle 15:45, la seconda alle 16:30.
Bisogna iscriversi sul sito dell’Accademia, riferimento:
Antonella Lavorgna
Accademia Nazionale di San Luca
piazza Accademia di San Luca, 77- Roma
tel. 06.6798850
e-mail a.lavorgna@accademiasanluca.it

 

RASSEGNA STAMPA

carta stampata
28 gennaio 2016
La Repubblica,  Le Corbusier privato nei disegni inediti
Trova Roma, Le Corbusier architettura occidentale del Novecento

29 gennaio 2016
Corriere della Sera, Le Corbusier, il 1929 e Ma Maison: quella casa tutta per lui…

web
BMIAA – BIGMAT INTERNATIONAL ARCHITECTURE AGENDA
http://www.bmiaa.com/le-corbusier-studies-for-ma-maison-and-a-residence-near-chicago-at-accademia-di-san-luca/

REPUBBLICA.IT
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2016/01/28/le-corbusier-privato-nei-disegni-ineditiRoma20.html

ARCHIPORTALE.COM
http://www.archiportale.com/news/2016/01/eventi/le-corbusier-standard-montaggio-e-organizzazione_49813_32.html

AICI.IT ASSOCIAZIONE DELLE ISTITUZIONI DI CULTURA ITALIANE
http://www.aici.it/index.php/dagli-istituti/148-le-corbusier-e-gli-studi-per-ma-maison-e-per-una-residenza-presso-chicago

CASABELLAweb.eu
http://casabellaweb.eu/wp/2016/01/26/standard-montaggio-organizzazione/

OKARTE.it
http://okarte.it/index.php/mostre-ed-eventi-2015/roma-mostra-eventi-2015/53172-le-corbusier-e-gli-studi-per-ma-maison-e-per-una-residenza-presso-chicago

Rassegna stampa a cura di Sabina Simeone ed Enrico Martini

Engineering Science in onda su RAI Campus Italia

di Sabina Simeone  @sabinasimeone

 

Il 23 gennaio è andata in onda la 10 puntata di CAMPUS Italia, trasmissione che si occupa del mondo dell’alta formazione nel nostro Paese, trasmessa via satellite in tutto il mondo dal canale internazionale RAI Italia della tv di Stato.

E quella è stata l’ulteriore occasione di parlare della Macroarea di Ingegneria dell’università di Roma Tor Vergata. In particolare del corso di laurea in Engineering Science, offerto interamente in lingua inglese. Avevamo anticipato qualche tempo fa l’arrivo della troupe di CAMPUS Italia in macroarea.

Sono stati intervistati il Rettore, prof. Giuseppe Novelli; il responsabile del corso di laurea, prof. Roberto Verzicco e il prof. Luigi Ramazzotti, docente di Architettura e Composizione Architettonica. Oltre a loro, sono stati testimoni dei progetti di ricerca tre giovani studenti: Francesco Pretagostini per il progetto VELOLAB; Stefania Rossi per STILEhouse; Federica Sposato per il progetto FLUIDOLAB.

A sottolineare “il saper fare” dei laureati in Ingegneria a Tor Vergata è il Rettore. Al tempo stesso i ragazzi affermano che il vedere il realizzarsi di un progetto è la parte più gratificante della ricerca. A tutti il prof. Verzicco assicura che la professione dell’ingegnere è una professione “che non conosce la disoccupazione”.

Nella puntata di CAMPUS Italia in streaming trovi Engineering Science di Tor Vergata dal 10’ 40’’ al 20’ 30’’.

Art of Survive. Finalista a reTH!NKING Homeless Cover Project

Homeless Cover Project di reTH!NKING Architecture Competitions è un contest internazionale bandito da rethinkingcompetitions.com che ha visto la partecipazione degli studenti di Ingegneria Edile-Architettura, nel workshop di Progettazione Architettonica, prof. Antonella Falzetti.
Il bando ha richiesto l’ideazione di una ‘cover’, una copertura, un riparo, per i senzatetto. Secondo le specifiche richieste, l’oggetto non doveva pesare più di 10kg, essere trasportabile e non più grande di 1×1 metri.

Alla gara hanno partecipato 3 squadre di ragazzi di Tor Vergata con i progetti Be free Be Lotus, ROLLING DOMUS, Art of Survive.

L’ultimo progetto – Art of Survive – si è piazzato tra i finalisti: si tratta del progetto ideato da Tiziano D’Angelo, Davide Di Nardo, Lorenzo Izzotti, Martina Siciliano.

 

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Ne parla la prof. Falzetti:
Sculture di Parole e Senzatetto convivono in questo progetto in un principio di contaminazione feconda. La proposta del giovane gruppo di progettisti si basa su un atto di trasposizione. Partendo dalla primaria esigenza di inventare un riparo “smart” per il senzatetto, essi associano il valore e la forza comunicativa dell’espressione artistica all’essenza e al significato sociale contenuto nella premessa del concorso. Quella proposta dal team non è una strategia di modificazione ma una strategia dell’adattamento, dove le Parole sono allo stesso tempo cornice o sfondo di una quinta urbana e riparo sicuro per la notte; un messaggio che agisce come chiave di apertura e come prolungamento di un’esperienza senza frontiere in cui le città, nella loro naturale discontinuità, accolgono contemporaneamente l’unicità dell’oggetto artistico e l’identità del principio etico.

Ecco il commento del gruppo dei progettisti:
Il progetto nasce dall’idea di utilizzare l’arte come mezzo per dare una diversa visibilità ai senzatetto; la loro presenza non deve più essere percepita come simbolo di degrado ma come parte integrante di un miglioramento del decoro urbano. L’arte rappresenta un rifugio simbolico e reale: protegge il senzatetto dal giudizio negativo della comunità grazie alla sua “bellezza” e fornisce anche un riparo dal freddo, dalla pioggia e dal sole.
Con questa premessa, abbiamo pensato di posizionare nelle grandi città delle sculture, e di poterle collegare tramite una linea immaginaria, idealmente percorribile dal senzatetto perché esso sia cittadino del mondo e perché possa trovare un luogo sicuro dove rifugiarsi in vari siti lungo il tragitto.
Il senzatetto si trova davanti a “parole giganti”; di queste alcune lettere sono state progettate in modo da offrirgli la possibilità di assemblare il suo rifugio tramite aste e tende contenute in un vano ricavato all’interno della scultura che diventa poi anche un rispostiglio per i beni del senzatetto.

Tutte le info nel sito di reTH!NKING

Campus Italia a Ingegneria Tor Vergata

La troupe di Campus Italia, trasmissione di RAI Italia vista via satellite in America, Africa e Asia (e in streaming in Italia), grazie all’ufficio stampa d’ateneo, è stata a Ingegneria Tor Vergata il 17 e 18 dicembre scorsi per realizzare un servizio su alcuni progetti di didattica e ricerca che quest’anno hanno coinvolto innovativamente gli studenti.

In particolare, la giornalista Lucia Tugnoli si è soffermata su tre casi assai interessanti: STILE house, VELOLAB e FLUIDOLAB a cui hanno lavorato gli studenti di ingegneria. Per loro, tre ragazzi sono stati intervistati: Stefania Rossi (STILE house), Federica Sposato (FLUIDOLAB), Francesco Pretagostini (VELOLAB).

STILE house – Senz’altro un progetto di ateneo poiché gli studenti provengono da diversi corsi di studio: ingegneria edile-architettura, ingegneria energetica, ingegneria meccanica, economia. Dalla collaborazione tra Tor Vergata e la West Virginia University è nata STILE – Sustainable Technology Integrated in a Learning Experience, progetto che come suggerisce il nome stesso cerca di combinare aspetti fondamentali per la competizione Solar Decathlon 2015 organizzata dallo US Department of Energy: sostenibilità energetica attraverso soluzioni innovative e un’estetica semplice ma raffinata.
Il concept si basa sulla contrapposizione formale tra i due elementi che compongono la casa: un box abitativo dalla volumetria chiara e una copertura, sviluppata come elaborazione della forma archetipica dell’arco, elemento fondante dell’architettura romana classica.

Trova tutte le info nella pagina web dedicata all’avventura italiana e statunitense di STILE house.

VELOLAB – È un laboratorio multidisciplinare aperto a tutti gli studenti del 3° anno del corso di laurea in Engineering Sciences e ha come scopo la costruzione di una velomobile, l’ottimizzazione delle sue prestazioni e lo sviluppo di un nuovo modello a pedalata assistita.

Una velomobile è un veicolo a pedali adatto a piccoli spostamenti nei grandi centri urbani dove problemi di traffico e inquinamento rendono particolarmente attraenti le alternative di mobilità sostenibile.

Le attività del VELOLAB hanno lo scopo di insegnare agli studenti non solo a confrontarsi con i problemi tipici dell’ingegneria già durante gli studi di primo livello ma anche di incoraggiare il lavoro in team e l’integrazione tra colleghi di studio.

Il progetto è iniziato con l’individuazione di uno spazio adatto alle attività e con la realizzazione dell’officina che avrebbe ospitato la collaborazione della velomobile. Dopo aver acquistato tutti gli utensili necessari (limitatamente a un budget messo loro a disposizione) hanno iniziato la realizzazione della velomobile secondo un progetto open-source che ha richiesto l’acquisto e il reperimento di materiale di commerciale o di parti realizzate ad hoc.

Durante la fase di costruzione gli studenti si sono organizzati in turni in modo da non affollarsi tutti contemporaneamente intorno al prototipo in costruzione e ciò li ha indotti a passarsi le consegne a ogni cambio turno.

Attualmente la velomobile è in fase di completamento e appena ultimata si procederà con la sua strumentazione (sensori di velocità, potenza, cadenza di pedalata, accelerometri, ecc) in modo da poterne valutare le prestazione mediante dati di telemetria su un percorso standard.

La fase successiva prevede l’ottimizzazione aerodinamica, strutturale e ciclistica del veicolo il cui incremento di prestazioni verrà misurato rispetto alla configurazione di base.

Una volta ultimata questa prima fase del progetto si inizierà una seconda fase in cui si produrrà una versione di velomobile a pedalata assistita che consenta spostamenti a medio raggio nella città.

Le attività previste richiedono competenze nella meccanica, nell’energetica e nell’elettronica che sono i principali indirizzi del corso di laurea in Engineering Sciences.

 

FLUIDOLAB – È un laboratorio di ricerca per l’applicazione della biofluidodinamica ai problemi di emodinamica cardiaca. È stato realizzato un duplicatore della circolazione sistemica ossia un apparato sperimentale che permette di replicare in modo controllato e parametrico il flusso nel ventricolo sinistro del cuore e la dinamica delle valvole connesse (mitralica e aortica) insieme all’aorta ascendente e discendente.

Lo scopo è quello di studiare contemporaneamente sia la dinamica del sangue all’interno del ventricolo sinistro e dell’aorta, sia la dinamica delle parte strutturale che determina il moto del sangue. Tutto ciò permette di studiare sia le alterazioni emodinamiche prodotte da patologie come la dilatazione del ventricolo o l’aneurisma aortico sia le performance di protesi valvolari e le alterazioni prodotte rispetto al normale flusso.

L’apparato permette di regolare in modo preciso e indipendente la frequenza cardiaca, la frazione di eiezione del ventricolo, la pressione di funzionamento e la resistenza alla circolazione così da poter studiare in modo completo e parametrico la dinamica del sistema nei vari regimi di funzionamento.

Tra le misure possibili, oltre a quelle di pressione e portata, vengono registrate le deformazioni della struttura e il campo di velocità del sangue all’interno del ventricolo e attraverso le valvole mediante telecamere ad alta velocità e lame di luce laser. Ciò permette di correlare alterazioni morfologiche a problemi funzionali al fine di escogitare strategie per la diagnosi precoce di patologie o procedure di rimedio.

Le attività vengono svolte in collaborazione con il Policlinico Tor Vergata.