3/07 – Come partecipare ai bandi MSCA e ERC nella programmazione Horizon 2020

Nel contesto della programmazione Horizon 2020, i bandi MSCA (Marie Skłodowska-Curie Actions) e ERC (European Research Council) offrono numerose opportunità di finanziamento per i ricercatori che vogliano:
– puntare al rafforzamento delle competenze, alla formazione e allo sviluppo della carriera attraverso la cooperazione transfrontaliera e la mobilità intersettoriale (bandi MSCA),
– svolgere attività di ricerca di ‘frontiera’, ad alto rischio, negli Stati Membri dell’UE o nei Paesi Associati (bandi ERC).

I bandi 2018 attualmente aperti sono:
MSCA Individual Fellowship – scadenza 12.09.18
MSCA Cofund – scadenza 12.09.18
ERC Advanced Grant – scadenza 30.08.18

 

Il corso di formazione “Come partecipare ai bandi MSCA e ERC nella programmazione Horizon 2020”, organizzato dalla Divisione Ricerca Internazionale  del nostro Ateneo il 3 luglio 2018 dalle ore 9:00 presso l’aula Leonardo – Edificio Didattica della Macroarea di Ingegneria (via del Politecnico n.1, 2° piano)  in collaborazione con l’APRE – Agenzia per la Promozione della Ricerca Europea, illustrerà le principali tipologie di azioni MSCA e ERC finanziabili, i criteri di eleggibilità, le modalità di presentazione della proposta e di definizione del budget. La partecipazione è aperta non solo al personale docente e ai ricercatori, ma anche al personale amministrativo coinvolto nell’attività di supporto alla progettazione.

 

Il docente del corso, il dott. Angelo D’Agostino, Punto di Contatto Nazionale MSCA e ERC, nel pomeriggio sarà disponibile a incontri bilaterali con i partecipanti interessati ad applicare ai prossimi bandi.

Per registrarsi all’evento e per chiedere un appuntamento con il Punto di Contatto Nazionale e per il programma, vedi QUI

26/06 – L’obbligo di OPEN ACCESS nella progettazione europea

Nel contesto dei progetti finanziati attraverso il programma Horizon 2020, la pubblicazione in Open Access è un obbligo contrattuale di cui  tener conto sin dalla fase della redazione della proposta. In  particolare, ciascun beneficiario deve garantire l’accesso libero a  tutte le pubblicazioni scientifiche relative ai risultati.

L’evento illustrerà le attuali politiche di Open Access, uno degli  elementi chiave dell’approccio di Responsible Reasearch and Innovation  (RRI), attraverso l’analisi del contesto europeo e nazionale, nonché  delle buone pratiche dell’Ateneo di Roma Tor Vergata. A tal fine,  interverranno esponenti del mondo della ricerca, esperti del settore e  ricercatori dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” che  hanno già gestito questa problematica nei loro progetti.

Il workshop è organizzato dalla Divisione Ricerca Internazionale del nostro Ateneo

26 giugno 2018 h 9:00
aula Leonardo – Edificio Didattica 2° piano
Macroarea di Ingegneria  (via del Politecnico, 1)

Programma e registrazione al link:
https://international.uniroma2.it/2018/05/30/open-acces-26-giugno-2018/

26/06 – L’obbligo di Open Access nella progettazione europea

La Divisione Ricerca Internazionale del nostro Ateneo organizza il seminario “L’obbligo di Open Access nella progettazione europea” che si tiene il 26 giugno 2018 presso l’aula Leonardo della Macroarea di Ingegneria – Dipartimento di Ingegneria dell’Impresa (via del Politecnico n.1, edificio didattica 2° piano).

Nel contesto dei progetti finanziati attraverso il programma Horizon 2020, la pubblicazione in Open Access è un obbligo contrattuale di cui tener conto sin dalla fase della redazione della proposta. In particolare, ciascun beneficiario deve garantire l’accesso libero a tutte le pubblicazioni scientifiche relative ai risultati.

L’evento illustrerà le attuali politiche di Open Access, uno degli elementi chiave dell’approccio di Responsible Reasearch and Innovation (RRI), attraverso l’analisi del contesto europeo e nazionale, nonché delle buone pratiche dell’Ateneo di Tor Vergata. A tal fine, interverranno esponenti del mondo della ricerca, esperti del settore e ricercatori dell’Università di Tor Vergata che hanno già gestito questa problematica nei loro progetti.

La bozza del programma è disponibile in allegato.

La registrazione può essere effettuata QUI

Per maggiori informazioni, rivolgersi alla Divisione Ricerca Internazionale: ricerca.internazionale@uniroma2.it

TEO Lab di Tor Vergata con ESA Bic Lazio realizzerà il FabSpace italiano

di Sabina Simeone

romaIl progetto Fab Space 2.0 – capofila l’università francese Toulouse III Paul Sabatier – è stato approvato nell’ambito del programma Horizon 2020: 3.5 milioni di euro per creare in 6 paesi europei fab lab innovativi e soprattutto space-oriented.
Guarda cosa fanno i fab lab
Protagoniste sono le università, in particolare gli atenei di Francia, Italia, Belgio, Germania, Polonia, Grecia. Diverranno – ancora di più – centri per l’innovazione. Secondo i partner del progetto, Fab Space 2.0 concentrerà in un’unica area territoriale di ricerca e innovazione anche gli elementi decisivi per un impatto forte dal punto di vista socio-economico e ambientale: l’innovazione guidata dai dati di geo-informazione, in particolare dai dati ottenuti dalle missioni spaziali di Osservazione della Terra.
Le università devono adottare il nuovo ruolo di co-creatori di innovazione nel contesto della Scienza 2.0. Devono realizzare lo scenario futuro in cui gli open data entrano in gioco in un ambiente creativo: lì, gli sviluppatori che provengono dalla società civile, dall’industria e dalla ricerca accademica, gli amministratori pubblici e territoriali possono incontrarsi, lavorare insieme e co-creare nuovi strumenti e nuovi modelli di business.
Ecco quindi il nuovo tipo di fab lab: i FabSpace. Saranno un punto nodale in cui trovare grandi varietà di dati – tra cui i dati ‘spaziali’ – e strumenti free per il processamento dei dati e il software, il tutto per progettare nuove applicazioni. Una vera innovazione realizzata grazie alla conoscenza dei dati. Il legame tra le università, le industrie, la pubblica amministrazione e la società civile sarà rinforzato da iniziative locali ed europee per lo sviluppo di applicazioni. Si prevede che circa 1500 tra studenti e ricercatori europei utilizzeranno i FabSpace.

In Italia protagonisti sono l’incubatore ESA BIC Lazio e il TEO LAB-Tor Vergata Earth Observation Laboratory.
Il laboratorio dell’università di Roma Tor Vergata, con il coordinamento di Fabio Del Frate del DICII – Dipartimento di Ingegneria Civile e Ingegneria Informatica, sarà responsabile della creazione di laboratori reali e virtuali che utilizzeranno le tecnologie web di ultima generazione sia per attività formative che di trasferimento tecnologico nei settori della geoinformazione e dell’Osservazione della Terra, il tutto in stretto collegamento con i progressi della ricerca scientifica.
“Il finanziamento del progetto (356 mila € andranno a Tor Vergata/TEO Lab) – afferma Fabio Del Frate – è motivo di grande soddisfazione perché valorizza le attività della nostra Università e del nostro Dipartimento soprattutto nel settore dell’Osservazione della Terra”. “Al tempo stesso – continua Del Frate – occorrerà il massimo impegno per raggiungere, in collaborazione con le altre organizzazioni, gli obiettivi presentati nella proposta. In particolare, come Università, la capacità di rafforzare significativamente il ruolo di punto di incontro tra formazione, ricerca e trasferimento tecnologico nei settori dell’aerospazio e della geo-informazione, mettendo al centro le nuove generazioni di studenti e le istanze che provengono dalla società civile”.
Il direttore del DICII, prof. Renato Gavasci, si è congratulato con tutto il gruppo di ricerca del TEO Lab, assicurando la presentazione del progetto alla comunità scientifica.

Alcuni link utili
Teo Lab – Tor Vergata Earth Observation Laboratory
Tor Vergata Geoinformation PhD program
ESA BIC Lazio