GIDE

Progetto GIDE

Titolo Completo: EGNSS Interference Detection Instrument

Durata: 18 mesi

Organismi di Ricerca:
Università di Roma “Tor Vergata”
Università di Roma “La Sapienza”

Imprese:

TECS – TECHNOLOGICAL CONSULTING SERVICES S.R.L

Obiettivi del progetto:

Aerospazio- Navigazione satellitare, Safety, Security

Sfida: Intelligent transportation systems, Applicazioni integrate e servizi per Sicurezza e Gestione Emergenze.

Oggigiorno la necessità di monitorare l’ambiente elettromagnetico è diventata di importanza vitale sia in ambito Governativo che Civile e in particolare per i segnali EGNSS. L’enorme espansione che ha avuto e continua ad avere l’uso del posizionamento satellitare sia nella nostra attività quotidiana sia nelle applicazione professionali e quelle legate alla sicurezza portano a considerare lo sviluppo di sistemi di monitoraggio e controllo della qualità e integrità del segnale EGNSS non solo a livello locale ma anche globale.

Sia per la possibilità di interferenti intenzionali e non intenzionali sia per eventi esterni quali tempeste solari, sia semplicemente per interferenze create dai sistemi multi costellazione ora presenti anche a livello regionale è importante conoscere lo stato di utilizzabilità e affidabilità dei sistemi di posizionamento EGNSS e scoprire eventuali violazioni delle regole internazionali.

Da qui l’idea di concepire uno strumento satellitare volante su uno standard cubesat, ma ospite anche in satelliti più grandi, che possa fornire:

– Rilevamento, localizzazione e classificazione di segnali radio interferenti.

– Rilevamento, localizzazione di jammer a livello strategico.

– Riconoscimento e classificazione di interferenti occasionali per atti di terrorismo o fuorilegge. I dati di GIDE possono essere combinati con altri provenienti da sensori a terra e in aria.

– Allarme (Warning) per situazioni anomale in ambito dell’uso dello spettro elettro magnetico. Per esempio in caso di preparazione di azioni militari o disastri ambientali.

– L’analisi dello stato di attività EM nello spazio che può risultare interessante per rilevare satelliti ostili o interferenti di modo intenzionale o non intenzionale.

Il sistema intende localizzare segnali radio interferente trasmessi sia da trasmettitori a terra o da UAV, verso ricevitori a terra. A spanne, un interferente a 20dBm (facilmente ottenibile con dispositivi commerciali a basso costo), che trasmette con antenna omnidirezionale, può essere rivelato da un satellite in orbita LEO a 700km. Nel caso del sistema proposto, si prevede l’uso di cubesat in orbita a circa 400km.

Relativamente agli algoritmi per localizzare gli interferenti, non si prevede l’uso di un sistema di antenne multiple, che faciliterebbe molto la localizzazione ma complicherebbe altresi molto il progetto del payload satellitare da imbarcare sul cubesat. Si prenderanno quindi in considerazione: i) approcci utilizzabili con singolo satellite come un approccio di tipo monopulse radar, o anche sull’uso di algoritmi basati sul concetto di Frequency of Arrival (FoA); ii) approcci basati sull’uso di una piccola costellazione di cubesat almeno 3 cubesat, e di tecniche di tipo TDoA o AoA.

Il TRL che si prevede di raggiongere è il 5